Arriva a Milano la Marcia dei Bruchi
Si conclude oggi la Marcia dei Bruchi. Cominciata dall’attivista e pacifista John Mpaliza, 35 giorni fa a Mantova, il cammino del nostro amico John ha attraversato anche le province di Brescia, Bergamo, Varese, Como e Milano. 500 km a piedi, attraversando le valli lombarde che hanno richiesto al “Peace walking man” uno sforzo notevole per affrontare dislivelli non indifferenti.

Ma lo sforzo fisico non è altro che la metafora di ciò che sta attraversando il mondo in questo periodo nefasto, caratterizzato da continue guerre in tutto il mondo. E il messaggio di John, che parte dalla situazione del genocidio che si sta perpetrando nella Repubblica Democratica del Congo e che viene taciuto dalla maggior parte dei mass media, è proprio rivolto alla pace nel mondo.
In questi 35 giorni di cammino, tanti sono gli incontri, le persone, i confronti avuti da John con adulti, giovani, studenti, oratori, gruppi scout e associazioni sul territorio.
Sabato pomeriggio la conclusione di questo cammino, nel capoluogo Lombardo. Rinnoviamo, come Tribù del Mondo, chi si trovasse in zona a raggiungere John e a camminare con lui nell’ultimo simbolico chilometro di questa marcia.
L’appello di John
Lo confesso: sono davvero stanchissimo. Tra la fatica del cammino, qualche allergia di stagione -devo essere matto ad organizzare queste marce in primavera soffrendo di queste allergie- e le tante marce fatte insieme agli studenti, queste settimane sono state intense.
Per questo sarebbe davvero bello riuscire a trovarci e fare l’ultimo chilometro insieme, con un breve corteo per la pace.
Palestina, RD Congo, Sudan, Cuba, Haiti, Libia, Venezuela, Afghanistan, Iran, Ucraina, Siria, Yemen, …
Il copione purtroppo si ripete sempre: imperialismo, capitalismo spietato/sfrenato/selvaggio/predatorio e neocolonialismo continuano a destabilizzare interi paesi per accaparrarsi risorse ed energia, lasciando dietro di sé sofferenza, morti e distruzione.
Per questo rivolgo un appello a tutte le persone di buona volontà: a chi viene da questi paesi e a chi, pure non vi abbia legami, sente vicine queste cause. Insomma, a tutte e tutti coloro che hanno a cuore l’umanità — o quello che ne rimane.

