L’orrore in Congo non ha mai fine

orrore in Congo

Orrore in Congo

Non è un articolo facile: perchè l’orrore in Congo non è mai finito e sembra non voler finire. In questi anni vi abbiamo sempre riportato notizie riguardanti la malnutirizione, la povertà, la necessità dei piccoli angeli di Casa Marisa. In realtà abbiamo anche toccato l’argomento guerra, attraverso la nostra partecipazione alle marce della pace organizzate da John Mpaliza e anche alcuni incontri di approfondimento. Ma questa volta non sono solo le parole, ma anche le immagini a dire la loro.

In questi mesi abbiamo imparato a conoscere l’orrore attraverso le immagini dell’invasione dell’invasione dell’Ucraina, ma l’orrore in Congo, dura ormai da più di 20 anni, senza soluzione di continuità. Non si tratta di fare classifiche, perchè la guerra è merda ovunque venga fatta! Ma in questo periodo sono ripresi i combattimenti nella zona del Kivu, a Nord Est della Repubblica Democratica del Congo, al confine con l’Uganda e il Ruanda.

Come tutte le guerre le motivazioni che si nascondono dietro a quelle ideologiche, sono come al solito di natura economica. Quella del Kivu è infatti una delle zone più ricche di minerali del nostro pianeta e lotta per detenerne il controllo e l’esportazione. La storia moderna, così come quella più antica del Congo è decisamente drammatica.

La video-testimonianza

Ci siamo chiesti se era il caso, le immagini che state per vedere sono davvero forti e di una crudezza che ha pochi euguali, tanto che youtube le ha censurate per un pubblico di minorenni. Ci sono fotografie di persone morte, c’è la testimonianza di un missionario italiano, padre Silvio, che racconta le atrocità che vedeva ogni giorno. Pur essendo di qualche mese fa, il video è tremendamente attuale. Per noi testimoniare diventa così un dovere, anche attraverso un documento così difficile da digerire.

Monusco spara sui civili

In questi giorni si sono poi aggiunti anche altri gravi. Le forze della Missione Mousco (la missione di pace internazionale che prevede l’impiego del maggior numero di soldati in Africa) hanno sparato sui civili congolesi, aumentando l’orrore in Congo e il danno nei confronti di questa martoriata popolazione. A questo proposito vi proponiamo la lettura delle testimonianze riportate dai due attivisti congolesi in Italia John Mpaliza e Pierre Kabeza.

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